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INFORMAZIONI UTILI |
ABILITAZIONE RACCOLTA FUNGHI (Regione Marche), L.R. 17/2001 |
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Per partecipare ai corsi della durata di 21 ore e gratuiti,occorre compilare la relativa domanda presso i competenti uffici della Provincia o delle Comunità Montane di residenza. Coloro che alla data di entrata in vigore della presente legge erano già in possesso del precedente tesserino possono sostituirlo con il nuovo, rivolgendosi alla Comunità Montana di residenza o per tutti gli altri, presso gli uffici dell’Amm.ne Provinciale, 16° Settore - Ambiente, in via Velluti a Piediripa di Macerata. Per riconvertire il vecchio tesserino occorrono 2 foto formato tessera, 1 marca da bollo da 14,62 €, e riconsegnare il tesserino in possesso. Si ricorda che in base all’art.5 della nuova legge Regionale, per esercitare la raccolta dei funghi annuale occorre effettuare un versamento di 15,49 € sul c.c.p. n. 29787066 intestato a Regione Marche Ancona; sulla causale specificare: permesso raccolta funghi epigei spontanei, valevole dal (gg-mm-aa) al (gg-mm-aa). “ricordarsi di controllare la scadenza” |
COSA FARE IN CASO DI SOSPETTA INTOSSICAZIONE |
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NORME COMPORTAMENTALI |
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PREVENZIONE E RISCHI |
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RACCOLTA ED UTILIZZO DEI FUNGHI |
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Non
utilizzare per la raccolta rastrelli, uncini, ecc; Raccogli i funghi interi, estraendoli delicatamente dal terreno con un leggero movimento rotatorio dal basso in alto, non tagliarli alla base del gambo, è indispensabile per la corretta determinazione della specie; Raccogli per l’uso alimentare solo gli esemplari freschi, scarta quelli troppo maturi o troppo giovani, e quelli invasi dalle larve; Ricordati che anche i funghi commestibili, se consumati crudi o insufficientemente cotti, o in grandi quantità, possono causare intossicazioni o intolleranze alimentari; Al rientro a casa ricontrolla con calma ogni esemplare raccolto; nel dubbio astieniti !!!; In caso di congelamento rispetta i tempi di scadenza prescritti, ricorda che i funghi una volta scongelati, non possono essere ricongelati. |
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MORSO DI VIPERA |
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In Italia esistono 4 specie di vipere. Questi serpenti velenosi sono
piuttosto schivi, temono l'uomo e aggrediscono soltanto per
difesa. Rispetto ad altri serpenti non velenosi le vipere si distinguono in particolare dalla pupilla, verticale e non rotonda, dalla costituzione breve e tozza, dalla forma triangolareggiante della testa, e non affusolata e appiattita. Naturalmente, in caso di morso, non è molto facile individuare questi particolari. Il morso della vipera, tuttavia, lascia dei segni evidenti: due piccoli fori che distano circa 1 cm. l'uno dall'altro, i segni lasciati dai denti veleniferi. Talvolta il morso può presentare anche altri segni: oltre ai fori dei denti veleniferi, infatti, possono essere presenti anche dei forellini molto più piccoli lasciati dagli altri denti, molto meno profondi ed evidenti. Il morso di altri serpenti non velenosi, invece, non presenta questi due fori maggiori. ATTENZIONE,
potrebbe capitare che
la vipera abbia perso un dente velenifero, oppure che il morso non sia
andato a segno completamente e a fondo. In tal caso può essere presente
un solo foro del dente velenifero. Mediamente, ma ciò non è sempre vero, la quantità di veleno iniettato con un morso da una vipera non dovrebbe essere mortale per un uomo adulto, anche se tutto dipende da numerose variabili. La media di veleno iniettata dipende infatti dalla vipera, da quanto le sue ghiandole velenifere siano piene, dal modo in cui i denti affondano durante il morso. Inoltre, la reazione al veleno dipende per esempio dalla massa corporea del malcapitato: un bambino è più a rischio di un individuo adulto. SINTOMI, Il morso è solitamente molto doloroso e provoca in genere arrossamento, cianosi, gonfiore e crampi più o meno acuti. Dopo circa mezz'ora o un'ora, i sintomi sono: cefalea, vertigini, tachicardia, calo di pressione, vomito, diarrea e shock che può condurre anche alla morte. INTERVENTO, In caso di morso di vipera è necessario rallentare la circolazione del sangue con azioni di tranquillizzazione ed evitando il più possibile i movimenti. Bisogna chiamare i soccorsi o raggiungere velocemente un ospedale. Contrariamente a quanto diffuso nell'opinione comune è bene NON INCIDERE LA FERITA e NON
SUCCHIARE.
L'incisione a croce rischia di aumentare il contatto tra il veleno e il
sangue o i sistemi linfatici. La suzione è pericolosissima per il
soccorritore: basta una piccola lesione, carie o screpolatura per
contrarre il veleno. Spremere la ferita immediatamente dopo il morso, è invece utile per fare uscire la maggior quantità possibile di veleno. Recenti studi hanno dimostrato che il veleno dei serpenti si trasmette in tempi rapidi soprattutto attraverso il sistema linfatico, mentre soltanto più lentamente si trasmette per via venosa. Per questi motivi si può improvvisare o usare un laccio emostatico ma soltanto per bloccare la circolazione linfatica e venosa non quella arteriosa! Il laccio, quindi, non va stretto molto. Ancora più indicata è una fasciatura molto stretta. Nel caso che il morso abbia interessato un braccio o una gamba, per esempio, si può applicare una fasciatura molto stretto a monte della ferita, sino alla fine dell'arto. IL
SIERO ANTIVIPERA, l'utilizzo del siero antivipera è decisamente sconsigliabile, perché la
sua inoculazione richiede la presenza di un medico. Esistono infatti
dei rischi di shock anafilattico
e di allergie. Per evitare questo inconveniente è necessario un test di
inoculazione di una piccolissima quantità di siero per vedere la
reazione: operazione che richiederebbe la presenza di un medico. Inoltre, bisogna ricordare che il siero va conservato in frigorifero e si deteriora portandolo in giro per alcune ore a temperature più elevate dei 2° - 6°. A meno di non essere completamente isolati e nell'impossibilità di raggiungere un ospedale in tempi ragionevoli è perciò consigliabile cercare di trasportare l'infortunato in ospedale invece di utilizzare il siero. LA PREVENZIONE, durante le escursioni in montagna o in campagna è consigliabile fare attenzione a dove ci si siede o ci si sdraia, agli indumenti poggiati sull'erba che vanno scossi prima di indossarli nuovamente.I serpenti si annidano spesso tra i sassi che è bene non rimuovere. L'uso di calzettoni e stivali, durante le passeggiate, riduce notevolmente il rischio del morso. Ricordiamo che le vipere temono l'uomo e attaccano solo per difesa. E' perciò buona norma picchiare con un bastone sui sentieri: anche se i serpenti sono sordi, percepiscono le vibrazioni del terreno e si allontanano immediatamente. ATTENZIONE, In alcuni manuali di pronto soccorso, a proposito delle vipere, vengono talvolta riportate delle leggende che affondano le loro radici in alcune credenze popolari errate: per esempio che questi animali si arrampichino sugli alberi per partorire, il che sarebbe molto pericoloso perché un eventuale morso potrebbe coinvolgere dei punti molto delicati e critici come per esempio il collo o il capo. Dal punto di vista scientifico queste credenze sono assolutamente prive di fondamento: le vipere non si arrampicano sugli alberi. Tuttavia, in casi piuttosto rari, è possibile che le vipere possono per esempio trovarsi sui rami di alcuni arbusti di altezza poco elevata, quindi è sempre bene fare attenzione. |