CRATAEGUS MONOGYNA
Jacq.
FAMIGLIA: Rosaceae
NOME VOLGARE: Biancospino
HABITAT: Al margine degli ambienti boschivi, nelle
siepi e nei fruticeti.
Arbusto o piccolo albero caducifoglio, alto sino a 6 mt, con rami e
piccioli glabri, bruno-rossicci, con spine corte e chioma espansa e intricata
;
Foglie con picciolo glabro di 1-3 cm, lamina coriacea, rombica o ovale,
con base tronca o cuneata, con 1-4 incisioni profonde per lato, lobi allungati
a margini paralleli e senza dentelli, almeno nella parte inferiore ;
Fiori con 5 petali subrotondi, bianchi, riuniti in corimbi multiflori,
con 1 solo stilo, odore pungente, fiorisce in aprile-maggio ;
Frutti ovali o globosi con diametro di 6-9 mm, rossi, lucidi e glabri,
con un solo seme, maturi in estate.
L'etimologia del termine Crataegus rivela una radice ellenica, Cratos
= forza e robustezza, con probabile riferimento alla durezza del legno
; il nome specifico monogyna indica la presenza di un solo stimma e ovario.
In cucina i frutti, in realtà falsi frutti, sono utilizzati
sia allo stato fresco sia per fare gelatine o marmellate, si possono, altresì,
utilizzare per farne una bevanda fermentata gradevole e leggermente inebriante,
che ricorda il Sidro di pere.
I fiori, colti ancora in boccio quando hanno ancora l'aspetto di bianche
palline, possono costituire un ottimo succedaneo dei capperi .
In fitoterapia le foglie e i fiori in infuso, in decotto o in tintura
madre esercitano un'azione sedativa e ansiolitica, si prescrivono a tale
scopo nella terapia dell'insonnia ; sono usati anche per i disturbi del
ritmo cardiaco e combattono, infine, cefalee, vertigini e disturbi della
menopausa.
Anticamente il mese dell'anno che per i Celti cadeva tra la metà
di maggio e la prima decade di giugno era dedicato al biancospino, che
i Romani chiamavano Albaspina.
In Inghilterra l'arbusto rappresentava la Vergine dei Sette Dolori
perché i suoi fiori sono bianchi come la Sua Immacolata Concezione,
gli stami rossi come le gocce di sangue del Cristo versate sulla Croce
e i suoi rami utilizzati per la corona di spine.
La consacrazione del biancospino alla Madonna altro non era che la
cristianizzazione di una tradizione pagana : I Romani avevano dedicato
l'albero alla dea Flora, regina della primavera, che ogni anno veste di
nuovo le brocche del biancospino a simbolo del rinnovamento.