FRAGARIA VESCA
Linneus
FAMIGLIA: Rosaceae
NOME VOLGARE: Fragola
HABITAT: Faggete, pinete, schiarite e siepi sino
a 2400 mt
Pianta erbacea perenne ,con rizoma che emette numerosi stoloni ,fusto
breve debolmente lignificato ;
Foglie in rosetta, erette, picciolo di 5-10 cm con densi peli, con
3 segmenti ellittici il centrale sessile, base acuta e apice arrotondato
;
Scapo fiorale tomentoso generalmente con una brattea basale che termina
con 2-5 fiori bianchi, con 5 petali a margini sovrapposti e 10 sepali in
due strati, fiorisce da maggio a giugno ;
Frutto rosso, ovale o sferico, facilmente staccantesi dal calice, maturo
in estate
Il nome deriva dai termini latini Fragus = fragante e vescus = molle
per le caratteristiche della pianta e del frutto che, in realtà,
è un falso frutto, in quanto risultante dall'ingrossamento del ricettacolo
che porta in superficie numerosi e minuscoli acheni, che sono i veri frutti.
E' ricca di vitamina C, sali minerali e zuccheri, ha azione astringente,
depurativa e diuretica, è di sollievo nelle passeggiate in montagna
donando agli escursionisti un attimo di ristoro.
Con le foglie, raccolte in epoca precedente alla fioritura, si prepara
una bevanda sostitutiva del thé dal delicato aroma e possono essere
aggiunte a minestre e frittate.
I frutti schiacciati e ridotti in poltiglia sono efficaci nella prevenzione
delle rughe sul volto e rendono la pelle morbida e vellutata; anche lo
stesso Linneus, secondo la leggenda, curava la sua gotta facendo uso della
fragola le cui foglie e radici guariscono anche piaghe ed ulcere e riducono
le abrasioni.
La fragola è un frutto solare che simboleggia la primavera,
l'aurora, la luce che ritorna dopo l'inverno.
Nel linguaggio dei fiori significa stima e amore, sentimento a cui
facevano riferimento le fragole ricamate sul fazzoletto che Otello regalò
a Desdemona e che le costò la vita.
Nei manoscritti del Medioevo la fragola è sempre raffigurata
simbolicamente in associazione alle sofferenze del Cristo e dei martiri
; secondo alcuni studiosi ciò sarebbe dato sia dal colore del frutto
e del succo, che ricorda quello del sangue, sia dalle proprietà
medicinali della pianta, che alludono al sacrificio del Salvatore.
Non va confusa con F. indica Andr., che ha fiori gialli e foglie singole
e peduncolate, commestibile ma insipida.