FAMIGLIA: Celastraceae NOME VOLGARE: Berretta da prete - Fusaggine
HABITAT: Boschi di latifoglie e siepi sino a 800
mt
Arbusto o alberello caducifoglio, alto sino a 6 mt., legno con odore
di mela, rami opposti, cilindrici ma più o meno quadrangolari da
giovani ;
Foglie opposte, con picciolo di 4-8 mm, lamina lanceolata acuta a margine
finemente seghettato ;
Fiori in cime ascellari, piccoli, con 4 petali giallo-verdicci, fiorisce
da aprile a giugno ;
Capsula quadrilobata, di colore rosso, con 4 semi ovoidi circondati
da un involucro arancione, maturi da agosto a ottobre.
Il nome Euonymus deriva dal greco e significa "Ben nominato" con allusione
al carattere velenoso di queste piante, infatti, le divinità vendicatrici
erano chiamate dai greci "il popolo cortese" e la loro madre Euonyma cioè
"colei il cui nome è buono".
Il nome volgare "Berretta da prete" si riferisce alla rassomiglianza
della forma dei frutti con il caratteristico cappello a tricorno dei prelati,
mentre "Fusaggine" deriva dall'uso che si fa del legno per costruire fusi
per filare.
La pianta è tossica con azione purgativa ed emetica; corteccia,
frutti e semi contengono il clucoside Euonimina ad effetto purgante drastico
e in particolare i frutti possono dar luogo ad avvelenamenti che si manifestano
con coliche, crampi e, nei casi più gravi, morte.
I frutti, essiccati e polverizzati, venivano un tempo impiegati come
insetticidi e antiparassitari.
Il decotto ottenuto dai semi, frutti e corteccia era utilizzato, per
uso esterno, contro la scabbia degli animali domestici.
"Colle di lui bacchette facili ad essere spaccate fannosi i steccadenti.
Se ne formano altresì toccalapis negri per servigio de' pittori,
ad ottenere i quali s'introducono esse in cannelli di ferro, ove chiuse
ambedue le bocche ardono al fuoco, e così convertonsi in carbone
tenero ed acconcio ai disegnamenti. Nel servirsene però bisogna
tagliar la punta sui lati, onde evitare il midollo." (Spadoni 1826)