PISTACIA LENTISCUS
Linneus
FAMIGLIA : Anacardiaceae
NOME VOLGARE : Lentisco
HABITAT : Macchie mediterranee sempreverdi sino
a 700 mt
Arbusto o piccolo albero alto sino a 5 mt, dioico, dall'odore resinoso,
molto ramoso e contorto;
Foglie alterne paripennate con 8-10 di rado 6-12 foglioline coriacee,
lucide, a picciolo strettamente alato;
Fiori riuniti in pannocchia cilindrica, rosso-bruni o gialli, fiorisce
da marzo a maggio;
Il frutto è una drupa rossastra e poi nera, matura in inverno.
Il lentisco, insieme al mirto, il corbezzolo, il leccio, la tamerice,
il ginepro e l'alaterno forma macchie di arbusti lungo le coste, soprattutto
rocciose, del mediterraneo.
Anticamente le bacche erano usate per aromatizzare le carni, nel libro
di cucina di Apicio si legge che venivano usate in insalata insieme con
altre erbe di prato o come mangime per gli uccelli.
Tutta la pianta emana un intenso odore proveniente da una resina detta
"Mastice di Chio".
La sua produzione era molto abbondante in questa isola greca dove mastìche
indicava, infatti, la resina chiara della pianta ottenuta praticando nella
corteccia, del fusto e dei rami, alcune incisioni dalle quali fuoriesce
la linfa che si rapprende in granuli sferici delle dimensioni di un pisello,
che si conservano in vasi di vetro ben chiusi, da ogni pianta si possono
ottenere annualmente circa cinque chilogrammi di resina.
L'olio essenziale in essa contenuto ha proprietà balsamiche,
antinfiammatorie, sedative ed antisettiche delle mucose, l'alto contenuto
di sostanze tanniche ne fanno un valido aiuto in caso di dissenterie, il
loro uso rafforza le gengive e mantiene i denti puliti, sani e profuma
l'alito, come già noto ai mussulmani che la distribuivano negli
harem.
Sin dall'antichità, da Dioscoride a Ippocrate a Galeno, erano
apprezzate le sue molteplici proprietà; il maggior quantitativo
di resina proveniva dal medio oriente, dove era tenuta in grande considerazione,
era l'antesignano dell'odierna gomma da masticare.