FAMIGLIA: Rosaceae NOME VOLGARE: Sorbo
HABITAT: Boschi submediterranei o coltivato sino
a 800 mt
Albero alto sino a 15 mt, longevo e a crescita lenta, con tronco diritto
a corteccia bruna che si sfalda e fessura con l'età, rami grigi
prima tomentosi poi quasi glabri, gemme glabre e vischiose;
Foglie alterne lunghe sino a 20 cm, imparipennate con 6-10 paia di
foglioline intere nel terzo prossimale, seghettate nel resto;
Fiori riuniti in densi corimbi fioccosi e lanosi, bianchi, fioriscono
a maggio;
Frutti (sorbe) subglobosi, piriformi, giallo-rossicci, a maturità
bruno-porporini e molto dolci, luglio-agosto.
I frutti sono dei piccoli pomi molto aspri, quando sono acerbi, tanto
che il nome della pianta sembra derivare dall'antico Sor = aspro; essi
sono però gustosissimi a completa maturazione che avviene, per antica
usanza, in luoghi asciutti tra la paglia.
In Francia e in Piemonte, sino al XVIII secolo, la farina di sorbe
era incorporata alla pasta del pane durante i periodi di carestia.
Nell'Europa centrale, dopo aver fatto fermentare i frutti con il grano,
si ottiene una bevanda simile al sidro che, anticamente, i romani chiamavano
cerevisia.
Le sorbe hanno proprietà astringenti e un tempo erano prescritte
contro le coliche per l'elevato contenuto di acido malico; sono ricche
di vitamina C e sorbitolo, utilizzato come succedaneo dello zucchero dai
diabetici.
La corteccia, assai ricca di tannini, è usata nella concia delle
pelli e con il legno è possibile realizzare lavori al tornio.
Il Mattioli, nei suoi Discorsi, parlando dei Sorbi scrive:
"…..fa i fiori a zecche, quasi come ombrelle, onde nascono i frutti,
i quali da un solo nascimento tirano i picciuoli……..le sorbe, quando ancora
sono rosse, tagliate e seccate al sole, mangiandole restringono il corpo.
Macinate al molino e mangiate a modo di polenta, fanno il medesimo effetto.
Il che fa ancora la decottione loro bevuta.
Sono assai più nelle medicine che nei cibi convenevoli. Le tavole
del sorbo per essere ben dure, e ben salde, s'usano per fare tavoli da
mangiare, e per altre cose durevoli."