TAXUS BACCATA      Linneus 
 
FAMIGLIA : Taxaceae
NOME VOLGARE : Tasso - Albero della morte
HABITAT : Faggete sino a 1600 mt

Albero dioico, alto sino a 20 mt, largamente piramidale con rami ascendenti o orizzontali e tronco rossastro scuro ;
Foglie di colore verde scuro, a lamina lineare, lucide di sopra e ad estremità acuta ma non pungente, disposte lungo i rami in due ranghi opposti;
Fioritura da aprile a maggio
Coni maschili con squame appiattite, coni femminili con un solo seme, circondato da un arillo carnoso vivacemente colorato di rosso, a maturità ad agosto-settembre ;
 
E' conosciuta da tempo immemorabile come pianta velenosa e per questo viene denominata "Albero della morte" ; il principio tossico, la tassina, è contenuto in tutte le sue parti ad eccezione della polpa dell'arillo.
E' una pianta a crescita lenta e tra le più longeve, non è raro imbattersi nell'Europa del nord in esemplari di 1500-2000 anni mentre, presso l'eremo di Fonte Avellana sul Monte Catria, vi è ancora un tasso millenario alto 15 mt e con una circonferenza del tronco di quasi 5 mt.
Il suo legno, particolarmente pregiato per l'aspetto, la durata e per la particolare resistenza all'acqua, era usato, prima delle armi da fuoco, per costruire archi e impiegato dagli antichi egizi per i sarcofagi ; viene tuttora usato per costruire ottimi bastoni da montagna, per lavori al tornio, di ebanisteria e di intaglio.
Secondo Ovidio la strada verso il mondo dei morti era ombreggiata da tassi, alberi dedicati alle Furie e agli dei dell'Averno ; durante il Medioevo si sosteneva che la dea lunare apparisse a streghe e maghi con torce ricavate dal suo legno.
I druidi lo ritenevano un albero sacro e lo usavano per la fabbricazione dei loro bastoni.
 
"Rapporto alle foglie è qui cosa palese a tutti, che gli animali bovini, e i più teneri vitelli possono impunemente cibarsi dei ramoscelli di Tasso, de'quali sono avidissimi, e che formano il loro nutrimento per più giorni del più crudo inverno presso alcuni contadini dei contorni delle Tassenete." (Spadoni 1828)
Il riferimento è alla zona delle Tassinete di Cingoli dove si può osservare un esteso bosco di tali alberi che, per questo motivo, sono presenti nello stemma della città.