LAURUS NOBILIS          Linneus
 
FAMIGLIA: Lauraceae
NOME VOLGARE: Alloro
HABITAT: Zona mediterranea sino a 800 mt

Arbusto o piccolo albero dioico, sempreverde, alto sino a 10 mt, con corteccia liscia da giovane poi rugosa e grigio scura, con chioma densa e piramidale;
Foglie alterne, glabre, persistenti e coriacee, ellittico-lanceolate, con margine intero, ondulato, verde scuro nella pagina superiore, più chiare e opache inferiormente ;
Fiori unisessuali, piccoli, giallognoli, sono riuniti in ombrelle ascellari su peduncoli di circa 1 cm, fiorisce da marzo ad aprile ;
Il frutto, simile ad una oliva, è una drupa verde e poi nera e lucida, matura ad ottobre-novembre.
 
Il nome Alloro deriva dal celtico lawur = verdeggiante.
L'alloro è utilizzato nella cucina mediterranea  soprattutto per il gusto aromatico delle sue foglie, ricche di oli essenziali; esse, però, perdono il loro aroma se troppo secche e sono amarognole se usate troppo fresche.
Adoperate in infuso o decotto sono stimolanti e antisettiche, aiutano la digestione e evitano aerofagia e aerogastria; l'olio ricavato dalle drupe cura i dolori articolari.
Per uso cosmetico si aggiungono le foglie all'acqua del bagno a scopo rilassante e se ne fa un pediluvio ad effetto antisudorifero.
Il fumo delle foglie bruciate allontana mosche e zanzare.
Nell'antichità era considerata pianta profetica, dedicata al dio Apollo che "sa quello che sarà e fu ed è" ; rami di lauro si facevano bruciare per leggere il futuro e tale usanza è giunta sino alle soglie del nostro secolo quando nelle campagne emiliane si traevano auspici sul raccolto bruciando foglie di alloro : se il crepitio era vivace, esso sarebbe stato abbondante.
Nella Roma antica era simbolo di vittoria, se ne ornavano i generali di ritorno dalle battaglie e
Sembra che Giulio Cesare si facesse incoronare d'alloro per nascondere la sua calvizie.
Successivamente i cristiani ne cospargevano le tombe dei martiri per simboleggiare la vittoria della vita eterna.
Il Boccaccio narra che la madre di Dante, durante la gravidanza, sognò di partorire suo figlio ai piedi di un grande alloro e che egli appena nato iniziò a mangiarne le bacche.
Con una corona d'alloro venne incoronato Francesco Petrarca che aveva dedicato alcuni sonetti allegorici al mito di Apollo e Dafne, diventata Laura in italiano ; quest'ultima venne trasformata dal padre in un albero di alloro per poter sfuggire alla "corte" troppo insistente di Apollo e conservare la propria verginità.