CORNUS MAS     Linneus
 
FAMIGLIA: Cornaceae
NOME VOLGARE: Corniolo
HABITAT: Boschi di latifoglia submediterranei sino a 1400 mt
 
Piccolo albero alto sino a 8 mt, con chioma regolare e globosa, con numerosi rami e corteccia rosso-bruna desquamantesi in placchette regolari ;
Foglie opposte, decidue, picciolate, lunghe sino a 10 cm, glabre, ovato-ellittiche con apice acuminato, con 3-5 nervi arcuati, che si dipartono dalla nervatura principale ;
I fiori gialli precedono la fogliazione e compaiono a febbraio-marzo in piccole ombrelle sessili sui rami nudi dell'anno precedente;
Il frutto è una drupa lucida, matura da agosto a settembre, ellissoidale, lunga quasi 2 cm. pendula, carnosa, di colore rosso-corallo e astringente poco prima di cadere in terra, poi colore porpora scuro e di gusto gradevole.
 
Sia l'epiteto latino Cornus, riferito alle appendici cornee degli animali, sia mas, che vuol dire "maschio" in latino, fanno riferimento al legno particolarmente duro di questa pianta che si leviga facilmente ed è ricercato per lavori di tornitura, con esso venivano fabbricati i giavellotti degli antichi romani.
I frutti maturi, corniole, sono aciduli, dissetanti e con leggera azione astringente ; oltre ad essere consumati freschi sono utilizzati nella preparazione di marmellate e gelatine; più raramente essi vengono raccolti all'inizio della maturazione e posti in salamoia, come le olive.
Secondo la leggenda del legno di Corniolo si servirono i Greci per la costruzione del cavallo di Troia : per far ciò, però, dovettero abbattere un boschetto di tali alberi sacri al dio Apollo, provocandone l'indignazione ; gli Elleni istituirono, allora, le Kàrneia, feste che duravano nove giorni nel periodo tra gli attuali agosto e settembre.
Di Corniolo era la lancia che Romolo scagliò dall'Aventino sul Palatino per prenderne possesso, essa restò infilata nel terreno tanto che nessuno riuscì ad estrarla, col tempo germogliò producendo una grossa pianta che le generazioni successive venerarono come una reliquia.