ARBUTUS UNEDO        Linneus 
 
FAMIGLIA: Ericaceae 
NOME VOLGARE: Corbezzolo 
HABITAT: Macchie e leccete  
 

Arbusto o piccolo albero alto sino a 8 mt, molto ramificato, con giovani rami rossastri e corteccia sfaldantesi a maturità ;
Foglie sempreverdi a lamina coriacea e dentellata sul bordo, ovali-lanceolate ;
Fiori di circa 9 mm, in pannocchie pendule, terminali sui rami, corolle campanulate, bianco-giallastre con 5 piccoli denti verdastri ripiegati verso l'esterno, fiorisce in ottobre-novembre ;
Frutto dapprima giallo e in seguito rosso scuro, sferico con diametro massimo di 2 cm, ricoperto di tubercoli, matura in ottobre-novembre, contemporaneamente ai fiori dell'anno successivo.
 
Tipico della macchia mediterranea il Corbezzolo per la compresenza del bianco dei fiori e del rosso delle bacche, colori dell'alba, è pianta solstiziale.
Questi colori uniti al verde delle foglie hanno ispirato, secondo la leggenda, i colori della bandiera italiana e questo albero è divenuto simbolo del Risorgimento.
Il nome Arbutus ha radici celtiche, Ar = aspro e Butus = cespuglio, mentre "unedo", deriva dal latino unus = uno ed edo = mangio a significare "ne mangio uno solo".
Entrambi alludono al sapore aspro dei frutti che, grazie all'alto tenore di zucchero vengono, però, usati per preparare ottime marmellate e bibite fermentate molto dissetanti ; solo se mangiati crudi ed in grandissima quantità possono produrre un senso di ubriachezza e vertigine.
Dalle foglie si ottiene un decotto ad azione anti-reumatica e astringente.
Fin dall'antichità il miele, ottenuto dai fiori di Corbezzolo, è apprezzato per le proprietà curative nelle affezioni bronchiali.
La bianca campanula ha evocato, nel linguaggio dei fiori, il simbolo dell'ospitalità e la presenza del Corbezzolo intrecciato a rami di quercia nel letto funebre di Pallante, compagno di Enea, indica che esso era considerato simbolo di immortalità.
In toscano l'esclamazione "Corbezzoli !" è sostitutiva di altre più triviali.