FAMIGLIA: Caprifoliaceae NOME VOLGARE: Sambuco rosso
HABITAT: Schiarite, sentieri boschivi, soprattutto
nelle faggete da 900 sino a 2000 mt
Cespuglio ramosissimo alto sino a 5 mt, con corteccia bruno-violetta
e lenticelle longitudinali, chiare;
Foglie imparipennate a 3-5-7 segmenti, lanceolato-acuminati, seghettati,
chiari e lucidi di sotto;
Infiorescenza a pannocchia ovale eretta e calice subnullo, corolla
biano-giallastra, a lobi più o meno riflessi, antere gialle, fiorisce
da maggio a luglio;
Il frutto è una drupa rosso corallo, subsferica, di 4-5 mm,
matura in autunno.
E' pianta spontanea ed abbondante fra i cespugli dei pendii montani,
nelle pietraie e nei boschi sino al limite vegetazionale degli alberi;
tipicamente alpina, più rara nell'Appennino Settentrionale.
Gode più o meno delle stesse proprietà di Sambucus nigra,
anzi a detta degli abitanti della montagna è addirittura più
efficace: si utilizzano le foglie, la seconda corteccia e i frutti per
combattere i reumatismi, gli stati edematosi e attenuare i dolori dell'artrite.
I frutti vengono consumati freschi ma più sovente ridotti in
marmellata o sciroppo che viene somministrato come sudorifero nelle malattie
da raffreddamento.
Per uso esterno le foglie fresche, schiacciate o finemente triturate,
sono fatte scaldare in una padella e, ancora calde, applicate sugli edemi
e sulle articolazioni per eliminare le raccolte sierose ed i relativi gonfiori.