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Quando è ora di cercare una badante per un parente anziano

La ricerca di una badante è sempre un momento doloroso, oltre che faticoso. Certifica infatti in maniera inequivocabile lo stato di infermità o comunque di non autosufficienza del proprio caro, al netto – ovviamente – dei casi in cui tale situazione non sia temporanea.

Dunque, è bene che questo momento passi in fretta. Da qui la necessità di sapere a chi rivolgersi, e soprattutto.. Quando. In questo articolo forniamo informazioni utili e consigli relativamente semplici da seguire.

A chi rivolgersi

Prima di affrontare il tema del “quando”, parliamo del “come”. Ovvero, come cercare una buona badante per il proprio caro? Il primo impulso è di procedere con il passaparola, facendo riferimento ai contatti e alle opinioni di parenti e amici. Ebbene, non sempre è una buona idea. Nella migliore delle ipotesi, la badante è già occupata, dunque vi indirizzerà verso una seconda scelta. Nella peggiore delle ipotesi, ci si ritrova non già con una professionista, ma con una persona improvvisata, che semplicemente “ha bisogno di lavorare”.

Il consiglio è di rivolgersi ad associazioni e cooperative che fungono da collettori per professionisti e da punto di incontro domanda-offerta. Si segnalano realtà del genere e specificatamente dedicate alla ricerca badanti Torino, a Milano, a Roma ma anche nelle piccole città.

I segnali che rivelano la necessità di una badante

Arriviamo dunque alla parte più “dolorosa”, ovvero al quando. Non sempre infatti è facile capire quando è giunta l’ora di cercare una badante. Molto spesso, si ritarda il momento della ricerca, come a evitare la presa di coscienza che no, il proprio caro non è più autosufficiente. Alcuni segnali, però, sono inequivocabili.

Il segnale più evidente è l’incapacità, da parte dell’anziano, di svolgere attività che ha sempre considerato routinarie. Esse riguardano certo la vita domestica, come la cura dell’igiene, l’atto del vestirsi, cucinare etc. Possono riguardano però attività che si svolgono fuori di casa, come per esempio andare a ritirare la pensione. Ecco, quando l’anziano non solo non è più in grado di svolgere queste attività ma, se ci prova, attenta alla sua incolumità, è giunta l’ora di provvedere in maniera diversa alla sua assistenza.

Nella maggior parte dei casi, tale stato di non autosufficienza è dovuto a declino cognitivo. Dunque, anche la presenza di una diagnosi del genere rivela la necessità di trovare una badante. Purtroppo, patologie di questo tipo sono numerose e molto diffuse.

Spesso, ed è certamente il caso meno doloroso, la non autosufficienza è causata da problemi motori più o meno gravi, dunque da una disabilità articolare e muscolare.

Gli errori da non commettere quando si cerca una badante

All’errore più grande abbiamo già fatto cenno, ed è proprio quello di prendere sotto gamba la ricerca della badante, affidandosi al passaparola e all’opinione altrui.

Gli altri errori riguardano le caratteristiche della badante, con esplicito riferimento alla lingua. Molto spesso al proprio cospetto si presentano delle professioniste anche molto abili, ma che non parlano bene l’italiano. Ora, di norma non è ostativa l’imperfetta padronanza della lingua, ma un italiano fluente è comunque necessario affinché la badante possa comprendere appieno le esigenze dell’anziano. A maggior ragione se questi è gravato da un declino cognitivo e fa fatica a esprimersi.

Infine, un errore piuttosto comune riguarda il rapporto con l’anziano. Spesso infatti non si tiene conto del disagio che un anziano avverte nel ritrovarsi il classico estraneo in casa. La notizia, dunque, va data con estrema delicatezza e gentilezza, senza pronunciare frasi che sottendono a una presunta colpe. “Ti dimentichi le cose”, per esempio, è una delle peggiori frasi che si possono pronunciare in questo caso.